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11 maggio 2009

Boom di richieste per le Case Vacanza. E pensare che le vogliono privatizzare...

4.177 richieste, 2.434 ammessi, 1.743 in lista d’attesa. 
Questi numeri sono la chiara espressione di come le Case Vacanza del Comune di Milano, esperienza unica in Italia, risultano di fondamentale importanza per molte famiglie. 
Se consideriamo che solo l’anno scorso, a fronte di 3.584 posti disponibili sono stati accolti oltre 2.900 bambini e sono rimaste in lista d’attesa circa 200 richieste, l’assessore Moioli dovrà lavorare parecchio nelle prossime settimane.
Avevamo presentato un’interrogazione in proposito. Chiedevamo di individuare nuove sedi che potessero sostituire quelle di Andora e Recco per poter accogliere un numero di bambini che si prevedeva potessero essere più numerosi degli scorsi anni, considerata la crisi economica che stiamo affrontando. “Anche quest’anno – aveva chiarito Moioli – provvederemo a reperire ulteriori posti presso strutture convenzionate, per compensare le sedi chiuse per ristrutturazione e accogliere il maggior numero di richieste. Si tratterà di località marine individuate sulle riviere ligure e adriatica”. Ora i nodi vengono al pettine e bisogna recuperare il tempo perduto.
Nel frattempo prosegue l’idea di esternalizzare le Case. Affidare chiavi in mano le Case Vacanza, acquistando gli spazi e i tempi per le attività del Comune di Milano per le proprie famiglie, oppure affidare, in via transitoria, le stesse a Milanoristorazione o Milanosport, le due SpA del Comune che si occupano di mensa e sport e tempo libero.
Ma come è possibile in un periodo come questo immaginare di privatizzare le Case Vacanza? Come è possibile pensare di risparmiare mantenendo la stessa qualità e gli stessi posti disponibili?
Per i 105 dipendenti pubblici cosa si prevede? Un comando di un anno e poi in pasto alle cooperative? Non vogliamo assistere all’ennesimo insulto alla città e alla sua tradizionale attenzione verso i servizi educativi dedicati ai più piccoli.