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24 agosto 2017

Rapporto annuale su antiriciclaggio e contrasto al finanziamento al terrorismo: alcuni elementi di riflessione

La UIF (Unità di Informazione  Finanziaria), istituita nel 2007 presso la Banca d'Italia in posizione di indipendenza e autonomia funzionale, riceve e acquisisce informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Effettua l’analisi finanziaria e, su tali basi, ne valuta la rilevanza ai fini della trasmissione agli organi investigativi (Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza-NSPV e Direzione investigativa antimafia-DIA) e della collaborazione con l’Autorità Giudiziaria.

Nel corso del 2016 la UIF ha ricevuto 101.065 segnalazioni con un incremento di oltre 18.000 unità rispetto al 2015 (+ 23%).
Tenendo conto però che l'anno scorso 6.782 erano legate alla Voluntary Disclosure e all'obbligo di segnalazione mentre quest'anno le segnalazioni classificate dai segnalanti nella categoria voluntary disclosure, sono state 21.098.


1. Le segnalazioni sono comunque raddoppiate negli ultimi cinque anni (nel 2011 erano 49.075).

2. Delle 101.065 segnalazioni solo 619 (in incremento rispetto agli anni scorsi) riguardano le segnalazioni inviate per sospetto finanziamento del terrorismo. Erano 171 nel 2014.

Diverse sono le realtà obbligate a segnalare situazioni sospette a rischio riciclaggio o finanziamento al terrorismo.
Il contributo fornito da Banche e Poste è di 65.860 segnalazioni. Il 79,8 per cento del totale delle segnalazioni
Gli intermediari finanziari (istituti di moneta elettronica; le societa' di intermediazione mobiliare (SIM); le societa' di gestione del risparmio (SGR); gli agenti di cambio; le società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi; società fiduciarie e Cassa depositi e prestiti S.p.A) è aumentato rispetto al 2015 del 29% e continua a rappresentare una quota significativa (superiore all’11%) del totale delle segnalazioni.
Un significativo incremento ha riguardato le società fiduciarie (1.700 segnalazioni rispetto alle 859 del 2015) e le imprese di assicurazione (2.185 contro le 1.201 del 2015).

Nell’ambito della categoria dei professionisti, i notai fanno la parte del leone 3.582 segnalazioni il 40,7 per cento sul totale.
La continua crescita del contributo offerto dai notai appare il frutto del ruolo svolto negli ultimi anni dal CNN, che ha tramitato la quasi totalità delle segnalazioni (3.484 a fronte delle 98 inviate direttamente da notai) e agevolato l’adempimento degli obblighi segnaletici da parte della categoria.

3. I commercialisti hanno segnalato molto poco, in diminuzione rispetto agli anni scorsi e quasi unicamente le operazioni di Voluntary Disclosure, nonostante questo passano da 1.497 segnalazioni nel 2015 a 1.326 di cui 1204 legate alle Vd.
Erano 148 nel 2014, anno senza Vd. Quindi una diminuzione secca rispetto a quell'anno scartate le segnalazioni obbligatorie legate alla Voluntary.

Gli “studi associati, società interprofessionali e società tra avvocati” hanno inoltrato 3.388 segnalazioni (849 nel 2015) in larga misura (98%) riconducibili a istanze di ammissione alla procedura di collaborazione volontaria. Il dato si presenta estremamente concentrato: 1.959 segnalazioni, infatti, pari a circa il 58% del totale, sono state inoltrate da uno stesso segnalante, mentre le restanti 1.429 si distribuiscono per oltre il 72% su altri quattro.

4. La UIF archivia le segnalazioni che ritiene infondate, mantenendone evidenza per dieci anni, secondo procedure che consentano la consultazione da parte degli Organi investigativi. L'anno scorso ne ha archiviate circa il 10 per cento.

Dalla relazione Dia si ricava che nel solo secondo semestre 2016, sono pervenute 51.652 segnalazioni di operazioni sospette dall’U.I.F.. Nello stesso periodo ne sono state analizzate 60.334, comprensive di parte del carico del semestre precedente. Tutte le segnalazioni di operazioni sospette potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata vengono inviate alla D.N.A. e da quest’ultima indirizzate alle competenti D.D.A., laddove relative ad indagini in atto o se fatte proprie per generare i c.d. “atti di impulso”.
Nel semestre in esame, 1.411 S.O.S. hanno già generato sviluppi investigativi (preventivi e/o giudiziari). Di queste 126 sono state trasmesse, direttamente, per gli approfondimenti investigativi alle articolazioni territoriali della DIA. Di queste, risultano prevalenti quelle riferibili alla criminalità organizzata pugliese ben 99.

Per quanto riguarda le segnalazioni prese in carico dalla GdF il dato più significativo in argomento è pubblicato nella Relazione del MEF. L’ultimo dato disponibile è quello del 2015, anno nel quale su 76.000 segnalazioni analizzate, la GdF, 25 mila sono state oggetto di comunicazione ai reparti territorialmente competenti poiché emergono indizi per violazioni di natura amministrativa, fiscale, valutaria o antiriciclaggio.
Una mole enorme di dati e indagini supplementari da cui emerge evidente l'esigenza di ottenere quei risultati, soprattutto per ciò che concerne misure di prevenzione personali e patrimoniali di cui si sente terribilmente l'esigenza.

5. Le segnalazioni di operazioni sospette sono trasmesse all’Autorità giudiziaria qualora emergano notizie di reato ovvero su richiesta della stessa AG. Il numero delle denunce ex art. 331 c.p.p. (157), si è ridotto rispetto al 2015 (erano state 233), attestandosi su un livello circa doppio rispetto a quello del 2014 (85).
Le richieste di informazioni da parte dell’Autorità giudiziaria sono state 241 nel 2016 265 nel 2014 e 259 nel 2015. Ad una prima valutazione molto poche rispetto al numero delle segnalazioni ritenute da Uif fondate e quindi miniera di informazioni utili per le indagini ed anche rispetto al numero delle denunce ex art. 331 c.p.p. che la Uif ha trasmesso

7. Ulteriore dato interessante tratto dalla relazione riguarda i bonifici in uscita verso paesi a fiscalità privilegiata o non cooperativi (in milioni di euro).
Dalla Lombardia sono partiti 30.492 bonifici con una percentuale sul totale del 46,9. Dal Piemonte 12.273 percentuale sul totale 18,8. Dal Lazio 5.706 percentuale sul totale 8,7. Dalla Calabria 49 percentuale sul totale 0,1. Dalla Sicilia 203 percentuale sul totale 0,3.

8. Neanche citate le segnalazioni dalle Pubbliche Amministrazioni. Deludente. Lo sforzo di Milano non ha avuto proseliti nelle altre grandi città. Il recepimento della IV Direttiva e il nuovo testo 231 ha depotenziato moltissimo l'attività antiriciclaggio dei comuni. Non ci fermeremo, come già scritto. Proseguiremo trattando percorsi speciali e sperimentali per la nostra città.

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