-->

25 maggio 2019

Sul conflitto di interesse e sul presunto abuso d'ufficio per cui è indagato Fontana

"La proposta di Caianiello non l'ho neppure presa in considerazione, io avevo già deciso ma non l'ho detto chiaramente a Caianiello, ho traccheggiato prendendo tempo". Chi parla è Attilio Fontana ai PM milanesi che hanno in mano l'inchiesta per abuso d'ufficio. Cosa gli aveva proposto Nino Caianello, pregiudicato per una concussione da 250mila euro, che il Presidente di Regione Lombardia conosce bene: tu nomina Zingale in Regione che con il nuovo Direttore Generale di Afol (che io nominerò in Afol pur non avendo titolo alcuno NdR) riusciamo a fare avere consulenze al tuo amico. Un valore chi si aggira sugli 80/80 mila euro all'anno. Fontana quindi, non dimostra solamente di aver poca competenza, non riconoscendo il reato: induzione alla corruzione. Dimostra anche di avere una certa soggezione del personaggio: "... ho traccheggiato prendendo tempo".
Ora. Al di là dell'istigazione alla corruzione, la mancata denuncia e la soggezione dimostrata, Fontana è indagato per abuso d'ufficio, il reato che Salvini vorrebbe cancellare.
L'abuso d'ufficio è un reato in cui il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, nello svolgimento delle funzioni, in violazione di norme di legge o di un regolamento, oppure  omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale.
Il reato viene probabilmente ipotizzato per la nomina del suo amico ex socio di studi nel Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici.
La nomina di Marsico deliberata dalla Giunta era regolata dalla Legge Regionale del 10 dicembre 2008, n. 32 Disciplina delle nomine e designazioni della Giunta regionale e del Presidente della Regione. L'articolo 7  (Conflitto di interessi e limitazioni al cumulo di cariche) così recita:
1. Non possono ricoprire gli incarichi di cui alla presente legge coloro che si trovano in conflitto
di interesse con riferimento agli incarichi stessi o con l'ente interessato alla nomina.
2. Costituiscono situazioni di conflitto di interesse le seguenti:
... d) chi ha parte in attività di carattere imprenditoriale, commerciale o professionale (studio legale) riguardanti l'ente o organismo cui si riferisce la nomina e chi può trarre vantaggio diretto (Marsico attraverso la figlia di Fontana attualmente socia di studio dell'amico del padre) dalle decisioni del soggetto medesimo (Fontana, assoluto dominus della Giunta, colui che nomina e revoca gli assessori). Non bastava Fontana uscisse dall'aula al momento della decisione. Marsico in quel ruolo, secondo me, non poteva stare, per il conflitto di interesse che emrge dal legame esistente tra i due e per il regolamento di cui la stessa Regione Lombardia si è dotata. 
Se ci fosse uno dei 60 che hanno partecipato al bando per l'individuazione del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici che avesse fatto ricorso....
Comunque per il momento il reato di abuso d'ufficio non si tocca!

Nessun commento: