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28 maggio 2021

Secondo parere di ANAC sul Titolare effettivo. Lo definirei poco rispettoso.

Poco rispettoso il parere di ANAC sul diritto dovere di esigere il titolare effettivo da parte della Pubblica Amministrazione. Poco rispettoso dell'elevato grado di competenza messo in campo dall'Amministrazione Sala con il Comitato Antimafia per motivare che sia giusto escludere un ente se non dichiara chi sia il proprio titolare effettivo. Siano enti aggiudicatari di un appalto, sottoscrittori di una concessione o di una convenzione urbanistica, fruitori di un finanziamento.

Due facciate per rispondere ad un parere circostanziato, esposto in venti pagine densissime, firmato da: Carmen Manfredda, Laura Barbaini, Gian Gaetano Bellavia, Gianluca Varraso, Luca Beltrami Gadola, Mauro Renna. 

Il tutto si risolve alla riga 8: "..., non sono state illustrate circostanza nuove o diverse da quelle già analizzate nel corso dell'istruttoria.". Due righe dopo: "Non sembrano utili a superare il dato normativo di riferimento".

Mai si entra nel merito. Mai. La conclusione, ciliegina sulla torta, suggerisce qualcosa che già è presente nel Piano Anticorruzione del Comune di Milano dal gennaio 2020: "Sulla base di quanto rappresentato, a normativa vigente, si conferma la posizione già espressa dall'Autorità con il parere prot.n. 21981/2019, rimettendo alla attenta valutazione dell'Amministrazione istante, la possibile introduzione della misura volta a conoscere il titolare effettivo in seno ai protocolli di legalità, nei limiti sopra definiti".

Il problema posto nel parere approfondito e circostanziato del Comitato Antimafia non è se sia corretto o meno chiedere. Ma se sia un diritto dovere escludere chi si mostra opaco e non risponde. 

Il professor Mauro Renna aveva detto in Commissione che la comunicazione del c.d. titolare effettivo è strumentale all’adeguata verifica della sussistenza, anche in capo a tale figura soggettiva, dei c.d. requisiti generali di partecipazione ad una gara, di cui all’art. 80 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50. 

Un concetto che, sempre secondo il Comitato, è stato sostenuto da una recente sentenza in adunanza plenaria del Consiglio di Stato la numero 16 del 2020. Nulla. La sentenza non viene neanche citata.

Al penultimo capoverso riescono a scrivere in forma ipotetica un'ovvietà: "... la richiesta dei dati del titolare effettivo può rappresentare uno strumento utile per la gestione delle situazioni di conflitto di interesse, in coerenza con le finalità di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa". 

E ci mancherebbe altro! Come fai a dichiarare/provare di essere imparziale se non sai dirmi chi hai di fronte?

Loro sostengono che la richiesta può rappresentare uno strumento utile. Ma se non ti rispondono? Questo è il tema. Che fai? Pazienza. Loro sembrano dire. L'importante è che tu ci abbia provato.

A questo punto sono convinto che solo il TAR può darci ragione. Solo escludendo qualcuno da una gara o dalla sottoscrizione di una concessione perché opaco e affrontando il TAR si può vincere ora questa battaglia.

Scrivo "ora" perché prima o poi la si vince. 

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