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1 febbraio 2024

Nove su dieci aziende inserite nella White List di Milano aspettano ancora una pronuncia della Prefettura

Emerge un problema enorme nella certificazione antimafia delle aziende milanesi: l’87,2 per cento delle richieste per ottenere la certificazione rimane invaso. Sul sito della Prefettura c’è l’accesso alla White List milanese: aziende certificate, libere da tentativi di infiltrazione mafiosa.

Sono 3191 le potenziali possibilità che la White List della Prefettura milanese mette a disposizione del mercato. Divise per 10 categorie diverse, nella lista si trovano aziende che si occupano di trasporto terra, trattamento e di smaltimento dei rifiuti, guardiania, nolo a caldo e nolo a freddo, scavi, catering e ristorazione, servizi cimiteriali. Molte aziende hanno chiesto di essere iscritte per più categorie.

Su 3191 però, 1055 sono posizioni in aggiornamento e 1727 sono posizioni ricoperte da aziende ancora in attesa di iscrizione. Aziende che aspettano ancora la prima certificazione antimafia. Con dei casi limite: la Coimec aspetta dal 2015 una risposta. La Ageco e la DSV aspettano dal 2016. E ben 14 dal 2017.

Quindi sul totale delle posizioni utilizzabili dal mercato privato e pubblico, ben 2782 posizioni risultano non ancora certificate o aggiornate. L’87,2 per cento.

In teoria, quindi, posizioni ricoperte da aziende che potrebbero aver perso o non aver diritto al titolo di azienda libera dalle infiltrazioni mafiose, ma che per la norma italiana e per le difficoltà evidenti della Prefettura rimangono ancora nella white list.

E' fondamentale dare risorse e personale per dare pieno utilizzo ad un'arma eccezionale, ma spuntata